MOSCA TENTA IL COLPO FINALE?

Negli ultimi giorni la Federazione Russa ha riaperto il fronte di Kharkiv. In poche ore sono stati conquistati diversi villaggi e le forze russe si stanno avvicinando alla prima seria linea di difesa che protegge la città di Kharkiv. Nello stesso momento la Russia avanza, lentamente, su tutto il fronte.

Sembra che Mosca stia conducendo l’attacco a nord di Kharkiv con circa 50.000 uomini, di cui non tutti, però, sono già stati impegnati. Al contrario, i primi sfondamenti sembra siano stati condotti principalmente da fanteria leggera. Non è chiaro quanti uomini i russi abbiano ancora a disposizione per proseguire l’offensiva.

La stessa potrebbe avere due obiettivi, di cui uno a ora più probabile: l’attacco a Kharkiv o distogliere forze ucraine dalla regione del Donbass, obiettivo cruciale delle operazioni russe. La seconda ipotesi sembra più probabile, anche perché 50.000 uomini non sembrano sufficienti a passare le difese ucraine a Kharkiv.

Tuttavia, la manovra potrebbe anche avere altri due obiettivi: innanzitutto, non solo distrarre forze ucraine dal Donbass, e permettere ai russi di avanzare in quella zona, ma anche da altre aree dell’Ucraina, in particolare dalla regione di Sumy. La stessa era stata occupata nelle prime ore durante l’attacco nel febbraio 2022, per essere poi abbandonata in seguito alla ritirata da Kyiv.

Le forze ucraine, a corto di uomini e munizioni, dovendo ora tenere anche il fronte di Kharkiv, potrebbero faticare a resistere a una nuova offensiva russa nella regione. Questo si collega al quarto possibile obiettivo dell’attacco a Kharkiv (ed eventualmente a Sumy): portare le forze ucraine al punto di rottura.

Se le forze, inclusi mezzi e munizioni, per tenere tutto il fronte non si riveleranno sufficienti, i russi potrebbero riuscire ad aprire dei varchi, portando a una rapida avanzata che potrebbe portare gli ucraini al collasso. L’ipotesi è per ora remota, ma è indubbio che questo sia il momento di maggior difficoltà per le forze ucraine dai primi mesi del conflitto.

Resta intanto da vedere se i russi decideranno di aprire un nuovo fronte a Sumy: anche Mosca, infatti, è naturalmente provata dalla lunga ed estremamente dispendiosa guerra. Questo è un problema per la Russia, perché anch’essa potrebbe trovarsi presto a corto di mezzi o di fronte a un collasso generalizzato. L’ipotesi, più probabile un anno fa, ora sembra però lontana.

Il cambio al vertice del Ministero della Difesa, con la sostituzione del Generale Shoigu con Belousov, un economista molto vicino al Presidente Putin, è un chiaro segnale in vista della possibilità di condurre una guerra a lungo termine, con l’idea quindi di ottimizzare al massimo il sistema economico per la produzione degli armamenti. Per l’Ucraina, dunque, si preparano settimane difficili.

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