BRUTALE ATTENTATO A MOSCA

Il 22 marzo un gruppo di terroristi ha colpito il Crocus City Hall, un edificio destinato a spettacoli musicali alla periferia di Mosca. L’attacco è iniziato intorno alle ore 20 locali, quando l’edificio si stava riempiendo per un concerto programmato per la serata. I terroristi hanno aperto il fuoco sui presenti, causando più di 140 morti e decine di feriti, molti dei quali sono ancora ricoverati in gravi condizioni.

I terroristi hanno poi appiccato un incendio alla struttura, causandone il parziale crollo. L’Islamic State ha rivendicato l’attacco, ma per ora non sono confermati i collegamenti tra i terroristi e l’IS. I perpetratori non avrebbero cittadinanza russa ma tagika e, oltre ai quattro assalitori, ci sarebbe almeno una dozzina di persone coinvolte a vario titolo nell’attacco.

Tutti i terroristi coinvolti sono stati catturati dalle forze russe. Dai video e dalle foto emerse, risulta che gli stessi abbiano subito maltrattamenti e torture. Uno di questi avrebbe confessato di aver compiuto l’attacco dietro pagamento di una certa somma di denaro.

Nonostante la matrice dell’attacco sia chiaramente riconducibile al terrorismo islamista, lo stesso potrebbe avere ripercussioni anche sulla guerra in Ucraina. Diverse figure di spicco della Federazione Russa, infatti, hanno collegato l’attacco all’Ucraina, ritenendo la stessa come possibile mandante. La realtà dei fatti, in casi come questo, conta relativamente: qualora Mosca decidesse di collegare l’attentato a Kiev, questo segnalerebbe la possibile volontà di escalation in Ucraina.

La Russia potrebbe utilizzare l’attacco come giustificazione per una intensificazione delle operazioni nel Paese e per una nuova mobilitazione, soprattutto ora che l’iniziativa al fronte è tornata nelle mani della Federazione. Lo stesso Putin, nella conferenza successiva all’attacco, ha dichiarato che l’idea secondo la quale l’Ucraina sarebbe dietro gli attacchi sta venendo esaminata. I risultati di tale esame potrebbero arrivare a breve.

 

 

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